L’INTERVISTA DI NATALE: JACK PEARSON

Regalo natalizio da parte di Risonanza: un’intervista a Jack Pearson.  Vale a dire uno dei più grandi chitarristi del pianeta. Nome sconosciuto? Beh, si, non ha certo la fama di tanti altri, ma si sa che spesso le perle preziose giacciono nel più profondo dei mari, invece che infilate in lussuose parure. Nato a Nashville, Jack ha un palmares mozzafiato: ha lavorato con Willie Neville e gli Allman Brothers, con Faith Hill e Bonnie Bramlett, con Jimmy Buffet e Bobby Blue Bland, entrando in oltre 300 album di differenti musicisti. Di “suo” Jack ha prodotto quattro titoli: l’ultimo, Do what’s right (uscito in ottobre) è un magnifico melange di blues, jazz e gospel…

WALTER GATTI – Ciao Jack, ci puoi raccontare qualcosa del nuovo album, Do what’s right?
JACK PEARSON – Il disco rappresenta la musica che ho suonato live negli ultimi anni. L’ho inciso con Dennis Wage on keys, Elizabeth Pearson on bass and Doug Belote on drums.  

WG – Ho sempre pensato alla tua musica come ad un cocktail di blues, soul, country e gospel…
JP – E’ una miscela di cose che ho ascoltato e imparato. Nel tempo io spero che queste cose si siano miscelate. Ho sempre certe melodie in mente quando mi metto a incidere, anche se cerco di lavorare anche sull’ispirazione del momento. Comunque aver registrato in questo ultimo disco un pezzo del rev. Gary Davies, Oh glory how happy I am, la dice lunga sulle mie ispirazioni….

WG – Spesso sento un “senso spirituale” dietro il tuo suono: c’è davvero o è una mia impressione?
JP – E’ vero. Sono cristiano e spero di senta. 

WG – Quando e come hai iniziato a suonare?
JP – Credo di aver iniziato a dodici anni, ricordo che cercavo di suonare anche prima, ma non riuscivo nemmeno a imbracciare la chitarra perché ero troppo piccolo. Mio fratello maggiore, Stanley, mi ha dato le prime lezioni… 

WG – Sei cresciuto in una “famiglia musicale”?
JP – Per mia fortuna, Si! 

WG – Che musica ascoltavi?
JP – Ascoltavo tutto ciò che circolava in casa. Quando sentivo qualcosa che mi piaceva, cercavo di impararlo nel modo più somigliante all’originale che potevo… 
WG – Hai lavorato con l’Allman brothers: grandi esperienze?
JP – Si certo. Loro continuano, anche in studio, a fare musica molto emozionante 

WG – Sei ancora in contatto con loro?
JP – Si, sono stato in tour con Gregg nel 2006 e ho fatto una jam live con Warren Heynes e Gov’t mule in novembre. 

WG – Parlami dei chitarristi che ami…
JP – Tra i miei favoriti ci sono Wes Montgomery, Duane Allman, Django Reinhardt, Joe Pass, Chuck Berry, Kenny Burrel, Dickey BEtts, BB King, Albert Collins, Grant Green. La lista è molto lunga, davvero e comprende, come vedi, sia gente che ha fatto rock e blues, che jazzisti purosangue. Inoltre sono anche stato influenzato da cantanti e da altri strumentisti. Mi influenzano le frasi melodiche, la scelta delle note che fanno certi cantanti jazz…. 

WG – Hai mai avuto occasione di lavorare con Stevie Ray Vaughan?
JP – Avevamo in programma di fare qualcosa insieme, ma eravamo così pieni di cose da fare che non abbiamo trovato il tempo. Chi lo sapeva che non ci sarebbe stato il tempo…. 
WG – Hai lavorato anche con Jimmy Buffet e Dan Penn: che ricordi hai?
JP – Senti, i ricordi sche ho sono veramente troppi per poterli raccontare. Grandi canzoni e grandi musicisti lasciano sempre bei ricordi. Voglio invece dire che sono stato veramente benedetto per poter suonare con personaggi così autentici: sono sempre meravigliato di ciò che Dio mi ha permesso di fare… 

WG РParlando di slide guitar: chi ̬ stato la tua grande influenza?
JP – Mio fratello Stanley mi ha regalato il mio primo bottleneck, quindi lo consiero sempre la mia prima influenza. Per il resto ci sono così tanti ottimi slideman: Duane Allman è sempre una grande influenza, ha un tocco così personale. Inoltre mi piace molto Blind Willie Johnson. 
WG – Stai ancora lavorando sul tuo stile o senti che ora tutto è “completo”?
JP – Nella musica c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Noi tutti usiamo le stesse note, è ciò che facciamo con esse che crea la differenza. Suonare slide è sempre una sfida ogni volta che ci provi… 

WG – Giovani chitarristi da non perdere?
JP – Mi viene in mente una sola persona: il mio “fratellino” Derek Trucks… 
WG – Che progetti hai per il tuo futuro?
JP – Spero di suonare buona musica ovunque il buon Dio mi conduce. 

WG – Jack, quando non suoni, come trascorri la tua vita?
JP – Gran parte della mia vita ruota intorno alla musica: suonare, incidere, scrivere, registrare, produrre. Poi adoro studiare la Bibbia, prendermi cura della mia famiglia, cercare di aiutare gli altri, quando posso. E soprattutto: cerco di seguire la volontà di Gesù Cristo…

A cura di Walter Gatti 

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